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mercoledì 19 aprile 2017

Lawrence English: una deduttiva ragione politica

Lavorare sul drone significa preoccuparsi della fonte di provenienza dei suoni (strumentali o attinti da registrazioni di campo), nonché del suo arrangiamento; sono manovre essenziali per poter costruire un prodotto in maniera simbiotica e potersi agganciare a quello che oggi richiama una politica subdola dell'ascolto. Ciò che è diventato importante è un ascolto relazionale della musica, al fine di estrarre significati. Un contributo adulto a questo tipo d'ascolto è venuto da un musicista australiano, Lawrence English, artefice anche di aver creato una label nel 2000 (la Room 40), divenuta piuttosto importante negli ultimi quindici anni per essere stata un tema perfetto su questo versante dell'elettronica musicale. Ciò che English ha cercato di sviluppare attraverso la musica è una politica della percezione, in cui riuscire a veicolare un messaggio: grazie al perfezionamento delle amplificazioni e alle tecniche utilizzate in sede di assemblaggio e produzione del suono, English ha posto l'attenzione sulla capacità di oggettivare un pensiero politico, ricavare un'estetica, fornire una drammaturgia; un flusso che parte dai microfoni, altoparlanti o altri fonte sonore, viene arricchito in qualità sonore in produzione e poi investe l'ascoltatore come destinatario di un doppio e contemporaneo ascolto, fisico e creativo. In sostanza, queste considerazioni permetterebbero di trasfigurare suoni in sentimenti, lasciando che ad esempio un suono continuo d'organo possa relazionarsi alla vastità del moto ondoso del mare e liberare i suoi umori. oppure che un suono rombante e minaccioso di un aereo in volo possa generare un inconscio segnale di pericolo per la società. E' ciò che Schafer chiamava anche ascolto psicologico. 
Nonostante English abbia dato vita a molta produzione fatta in casa, la prima raccolta matura delle sue teorie arriva in un lavoro svolto per la Touch R.: essa si ravvisò nel 2008 in Kiri No Oto, che offriva una prova costitutiva sul fenomeno della nebbia. Da quel momento in poi i recettori d'ascolto vennero messi a punto attraverso un'efficace esplorazione dei volumi acustici, strati dronistici spesso impastati in una deliziosa distorsione, con fonti sonore catturate da strumenti o luoghi, opportunamente manipolate: in questa maturazione dell'artista non c'è solo una intrinseca vocazione compositiva, ma anche una sostanza musicale, con l'orecchio che svolge una funzione fondamentale nel captare le modificazioni e trasformare le sensazioni musicali (a livello di agenti atmosferici la cosa si ripeterà più tardi con Viento). English, naturalmente, fa parte di una larga squadriglia di artisti che lavorano sulle capacità aurali della musica, tuttavia è tra quelli che lo fa meglio: in Studies for Stradbroke, uno dei suoi lavori più sottovalutati, manipola in maniera eccellente suoni sparsi ricavati dall'isola ad est di Brisbane, mettendo sotto prova quelle capacità relazionali che si chiedono all'ascoltatore (es. la manipolazione che sembra replicare l'acqua che dondola in un bicchiere, può rivelare una inaspettata similitudine al pianto umano). 
Con il tempo le proprietà estetiche si sono fatte più forti, grazie all'inserimento di un parallelo fattore letterario e filosofico che ha riempito l'idea vergine:  The peregrine è strutturato come ode al romanzo omonimo di John Alec Baker basato sull'associazione con i falchi, mentre Wilderness of mirrors ripercorre gli ideali di The Waste Land e dello stato di disillusione di Gerontion di Eliot, quasi in un onirico e tensivo stile decadente. 
Quella sapienza nell'equilibrio delle dinamiche e dei volumi è presente anche nel recente Cruel Optimism, che si avvale dei parchi contributi dei musicisti a lui spiritualmente vicini (Mats Gustaffson, i due Necks, Westberg ed Harris degli Swans, Brodie McAllister ed altri): sia che si tratti di un piano preparato o che si tratti di una tromba modificata, tutto viene plasmato in funzione del rapporto con il cosiddetto realismo depressivo della professoressa Lauren Berlant, che sembra sia uno dei punti di riferimento delle nuove scuole del pensiero filosofico; si tratta di approfondire il cinismo di Deleuze per costruire un ateo modello di sopravvivenza che non lasci ferite, che sia in grado di difenderci dai traumi della vita; decostruire l'idealismo ed accettare le crudeltà con immenso ottimismo, curandone gli effetti e non la causa. Tuttavia mi sento di poter affermare che la musica di English non sia solo un pozzo nichilista come ho letto in giro sul web, ma gode di aneliti di speranza, anzi è una manifestazione di protesta contro orribili mondi futuri dell'essere: è ciò che si ricava dalle trame sonore, dagli inserimenti strumentali amalgamati al punto tale da doverli andare a ricercare con un lanternino (l'ascolto attento), nell'ambito di una elevazione a potenza del carattere meditativo della musica. Ancora un esempio sottile e spiritualmente incontrovertibile di come l'universo, buio di fondo, accolga la meraviglia delle sue stelle, la loro energia, il loro rapporto di dipendenza, proiettando un "vero" infinito. 


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