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sabato 4 marzo 2017

Misha Mengelberg


Importanti e diversificate sono sempre state le opinioni sulla musica di Misha Mengelberg: nuovo dadaismo, Buster Keaton del piano, esilarante improvvisatore di musica ed ironia teatralizzata. Con Mengelberg si battono anche alcuni record del "primo": 
1) il primo, importante, improvvisatore libero dell'Olanda dell'epoca post-free; Mengelberg fu colui che organizzò la nascita dell'Instant Composers Pool, raccogliendo i contributi di una generazione che era riuscita a dare alla propria musica una forte caratterizzazione regionale.
2) il primo artista in Europa ad accogliere, nella sua formula musicale, un'ampia riconsiderazione delle teorie di Duchamp; Mengelberg era convinto che Duchamp avesse esportato il suo pensiero negli Stati Uniti, influenzato Cage e le successive considerazioni sul Fluxus movement, a cui aveva aderito sin dagli esordi. 
3) il primo musicista a spendersi pubblicamente per intenti politici del suo Paese. Non si trattava solo di ideologia finalizzata ai catalizzatori degli eventi mondiali; Mengelberg dimostrò che la musica stessa poteva partorire al suo interno un intenzione politica.
Se si mettono assieme tutti questi elementi, si scopre un artista immenso, un intellettuale con un'idea dell'arte radicata in maniera eccellente: è grazie a lui che il jazz olandese riceve una scossa incredibile a livello internazionale, supportato da una parallela esperienza innovativa del mondo della composizione classica. Le innovazioni di Reimbert De Leeuw e di Peter Schat nel campo armonico, le varianti di opposizione politica di scrittori come Harry Mulisch o la schiacciante specializzazione teatrale di Andriessen (Reconstructie, la prima opera di Andriessen vede la partecipazione di tutti questi artisti, compreso Misha), impongono una miglioramento del consolidato e seguito teatro olandese del primo novecento. Mengelberg incorpora questo cambiamento, laddove riesce con un semplice pianoforte a decostruire le strutture, renderle musicalmente quasi inopportune, riempiendole di una gestualità non convenzionale e riesce a trovare uno spazio nuovo per il jazz dalle risorse infinite. Mengelberg lega il jazz all'alea e al dadaismo e allo stesso tempo costruisce le premesse per una politica esportazione della canzone popolare: latenti prese in giro che optano per un superamento di Cage (che era freddo sull'improvvisazione), del jazz (per come era conosciuto nelle sue regole) e della musica popolare (il tentativo utopico era di dare un volto nuovo anche alla musica popolare, lavorando sui temi della scena e sulla teatralità degli atteggiamenti, invocando una sostituzione legittima della sua musica (ironica e aperta all'assimilazione immediata di un pubblico coinvolto) con quella delle classifiche (insulsa e senza alcun impegno)). 
Dal punto di vista discografico, non si può fare a meno di segnalare alcuni albums che hanno fatto la storia del jazz e della libera improvvisazione: innanzitutto il primo quartetto di jazz olandese del '66 ed alcuni episodi dell'Instant Composers Pool: penso che siano fondamentali quelle registrazioni in cui Mengelberg ha sviscerato il suo pensiero musicale assieme ad Han Bennink (si tratta di Een Mirakeise Tocht, di EinePartieTischtennis e Coincidents); così come non si può prescindere dall'importanza di lavori come Pech Onderweg Impromptus, lavori di pregio classico, che non sfigurerebbero certamente nel mondo della composizione, dove si approfondiscono le idee nell'ambito di un sistema musicale che sta cambiando nel frattempo i suoi connotati. Quella che ha proposto Mengelberg è sempre musica di qualità, condotta su una linea innovativa e super espressiva di pianismo che rimastica tutto, è improvvisazione totale lavorata nei migliori stadi della instant composition (il contrastante termine da lui utilizzato). 
Mengelberg è stato uno dei pianisti più intelligenti, originali e inediti del novecento.


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