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sabato 21 luglio 2012

Garth Knox e la sua viola a prova dei tempi



In parallelo alle scoperte newyorchesi di Cage e Feldman che avevano impostato il lavoro sulla viola che tenevano presente alcuni nuovi idiomi come il rapporto con il silenzio, l'aleatorietà e più in generale la minimizzazione dei suoni, in Europa Giacinto Scelsi nel 1957 compone "Manto" uno dei prototipi di lavoro allo strumento che svela un nuovo modo di comporre fatto di "ordinata" dissonanza e di approccio super-specialistico, alla ricerca di una nuova "voce" per lo strumento: in verità per quasi vent'anni e prima dell'avvento dello spettralismo, sono soprattutto i compositori italiani che si distinguono per una ventata di innovazione della viola, poichè accanto a Scelsi, altri compositori si impegnarono per favorire il nuovo lavoro timbrico: la sequenza di Berio, la "Viola" radicale di Maderna e i "Tre notturni brillanti" di Sciarrino si distinguevano ognuno per particolari caratteristiche di espressione, dimostrando che ormai si era aperta una nuova strada per lo strumento a corde. I più blasonati colleghi fuori dall'Italia compongono per viola in solitudine qualche anno dopo: Xenakis lo fa nel 1981 con "Embellie" (composizione caratterizzata da una fitta rete di texture, irta di difficoltà tecniche), Stockhausen compone l'Helikopter nel 1991, Ligeti tenta di riportare in vita il tema della sonata, sparito dalla letteratura contemporanea, cercando abbinamenti emotivi nella sua bellissima "Viola Sonata" ma siamo nel '94.
Gli anni sessanta/settanta furono quelli in cui la viola attraversò un periodo d'oro anche nella musica rock ad opera delle gesta di John Cale e del famoso gruppo in cui suonava (i Velvet Underground di Lou Reed), ma in verità era tutto il mondo dello string che stava subendo una evoluzione: nel rock e nel jazz chiaramente si limitava ad una elettrificazione dello strumento, nella classica l'ulteriore passo fu l'approfondimento delle tecniche non convenzionali e lo studio degli armonici (undertones e overtones) che caratterizzavano uno strumento così pieno di frequenze risonanti. E' in quegli anni che in Francia Gerard Grisey (con il suo "Prologue" inserito negli Espaces Acustiques) e Tristan Murail (C'è un jardin secret ma soeur....etc.) dannò vita ad una composizione basata su questi elementi individuati dallo spettrogramma e poi trasferiti sugli strumenti (la viola fu uno dei territori di base per carpire le caratteristiche del movimento ed esprimere i nuovi concetti in misura esponenziale rispetto al violino); il movimento spettralista ebbe anche un'appendice in Romania (come è noto) dove i lavori si concentravano su alcune tonalità della viola, conferendo un'originale autonomia al lavoro artistico svolto e dimostrando come oramai ci si poteva avventurare in territori di ricerca sonica di inaudito interesse e fascino. 
Negli ultimi quindici anni, la ricerca spettrale (basata quindi essa stessa sull'elaborazione elettronica tramite computers) sembra arricchirsi nella composizione di effetti live electronics esterni che si aggiungono al lavoro armonico fatto sulla viola: si prendano in considerazione le composizioni di Saariaho di riferimento ("Vent Nocturne") in cui un vento costruito al computer fiancheggia una viola in atteggiamento contemporaneo, oppure quelle di molti giovani compositori che utilizzano software adeguati che spesso possono aiutare a formare dei prolungamenti sonori della viola. In Italia il prof./compositore Giorgio Nottoli nei suoi "Specchi Risonanti" costruisce qualcosa del genere fornendo un esempio di composizione assistita dove gli inputs del violista vengono raccolti dal computer che rimanda quei segnali all'attenzione del violista sotto diverse forme: o come effetti risonanti non bilanciati o addirittura con trasformazione del suono.
Questa interazione con l'elettronica, che coinvolge non necessariamente impianti musicali contemporanei nella sostanza, è ormai espediente cui si guarda per garantire un futuro agli strumenti a corde (vedi mio post preced. su concerto per violino), nella consapevolezza che anche operazioni di raccordo come quelle fatte dal violista contemporaneo irlandese Garth Knox (Arditti String Quartet) in "Salterello" possono essere utili per fornire una nuova dimensione della tematica, che addirittura riporta indietro nel tempo le scoperte attuali adeguandosi agli stili antichi e rispettandone i sentimenti e gli umori.

Discografia consigliata:
-Works for solo viola, Disque Montaignes, 2000
-Spectral viola, Edition Zeitklang, 2003
-Salterello, Ecm 2012
in più Knox suona in Les Espaces Acoustiques di Grisey e Risonanze di Olga Neuwirth entrambi per Kairos R. Con il jazzista nordico Frode Haltli pubblica Passing Images per la Ecm.


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