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venerdì 6 luglio 2012

Eleanor Hovda: Collection



Oggi i principali campi di applicazione della musica per il futuro si basano essenzialmente sul suono e sul suo approfondimento: in particolare gran parte dei compositori/musicisti dei nostri tempi sembra si stia concentrando su due fattori; il primo è un corollario della teoria della "musique d'ameblemeunt" di Erik Satie, che passa dai suoi teorici moderni (Eno, Roach, etc.) e che nell'àmbito della musica colta ha visto la nascita di veri e propri movimenti musicali d'urto... Pierre Schaeffer introduceva i concetti della musica naturale (ossia quella derivante da suoni non prodotti da strumenti musicali), così come qualche decennio dopo il canadese Murray Schaefer introduceva la teoria dell'"ecologia acustica", ossia quella dottrina tendente al ripristino del suono "ecologicamente" sostenibile di un'ambiente o di paesaggio sonoro. Il secondo fattore invece verte su un aspetto mediato del suono, ossia sulla percezione di esso e sui suoi rapporti con la mente, in pratica si parla della cosiddetta "psicoacustica", una materia che oggi sta lentamente prendendo quota grazie all'avvicinamento didattico promosso delle università statunitensi e all'interessamento di personaggi storici della materia come Brian Eno: in sostanza si sono già da tempo create le premesse per una sorta di interazione tra il suono (non importa come prodotto) e le risposte del compositore che in base ad una sua personale percezione mentale restituisce alla fonte del suono un messaggio da elaborare. 
Sono questi due grandi orientamenti nella scienza dei suoni che oggi tengono banco presso le università (soprattutto quelle più tendenti allo studio dei fenomeni musicali acustici e elettroacustici), presso le varie istituzioni di ricerca, e confortano i musicisti più innovativi; ed è indubbio come questi due macro-movimenti stiano trainando gli orizzonti sonori anche di altri generi musicali come il jazz o il rock, senza chiaramente dimenticare l'elettronica, che aveva già sposato, quasi contemporaneamente alle accademiche considerazioni, questi principi risalenti all'ottimizzazione dei flussi sonori. Si pensi a molti jazzisti che hanno da tempo avviato relazioni compositive con l'ausilio di software che li aiutino nel processo compositivo/improvvisativo, o ai tanti artisti o gruppi che gravitano nell'area del pop, dell'indie-rock o del rock più generale, che hanno introdotto nella scrittura elementi "lo-fi" che possono essere visti come un postulato delle teorie di Schaefer. (quest'ultimo sottolinea come questo cambiamento sia uno degli aspetti evidenti dell'inquinamento sonoro odierno).
E' quindi un fenomeno diverso e parallelo rispetto alle risonanze provocate dai suoni ed in particolare a tutto il meraviglioso mondo della ricerca effettuata sui sovratoni, armoniche, etc. quello che molti compositori d'avanguardia hanno affrontato (si pensi allo spettralismo e ad alcune branchie del minimalismo): qui il coinvolgimento sta nella metodica di pensiero prima che del risultato. Chiaramente vi sono come sempre "ibridi", cioè coloro che hanno affrontata la ricerca su tutti i fronti: questo è il caso della professoressa Eleanor Hovda, (purtroppo scomparsa due anni fa a causa di un male), che mette assieme tutti questi elementi: lo studio dell'ambiente sonoro e la sua protezione/ottimizzazione da una parte e il colore spettrale, con armoniche calibrate sul valore del silenzio con estetiche molto vicine al pragmatismo orientale dall'altra, sono il concentrato che qualsiasi musicologo si aspetta oggi; la raccolta di 4 cds assemblata dalla Innova Records, ci restituisce quindi una compositrice/musicista preparata con una connessione della musica alla danza e ai movimenti del corpo umano: dentro la sua musica passano come in un filtro tutte le scoperte sul suono del 21° secolo, quelle più meditate, profonde e spiazzanti, che fecero artisti come Eno, Stockhausen, Murail, Tangerine Dream o i Grateful Dead di "Dark Star". E lanciano il loro contributo sul divenire.



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